Qual è il futuro dell’arte?

Tecnologia e sentimento possono davvero convivere nell’arte, quando essa prende letteralmente vita mediante la ricerca scientifica. Lo dimostrano le bellissime creazioni in mostra all’ex Dogana di Roma, che durante tutta la stagione estiva ospiterà Art futura- Creature Digitali.

Paul Friedlander , Esteban Diácono , Can Buyukberber , Sachiko  Kodama ,Chico MacMurtrie , Amorphic Robot Works  e il collettivo Universal Everything sono gli artisti approdati dal “futuro” fino a Roma, insieme ad alcune opere provenienti dal festival internazionale di Art Futura che celebra ormai da 26 anni l’arte multimediale nel mondo.

L’astrazione artistica si concretizza in praticità scientifica e la rigorosità ingegneristica diventa piacere estetico. Questo connubio perfetto, crea la straordinaria arte multimediale. L’impiego della tecnologia in campo artistico rappresenta lo sfogo massimo della creatività dell’uomo, la realizzazione dell’impossibile, la rottura delle barriere fisiche, nonché la possibilità di plasmare un materiale nuovo e ricco di possibilità.

La mostra si presenta in modo sbalorditivo, tanto che il fruitore sembra entrare definitivamente in una dimensione surreale. Ogni artista è ben valorizzato da una rispettiva sala, che lo distingue in base alla propria straordinarietà.

Il primo in particolare, Paul Friedlander , è uno scienziato ed artista che è riuscito a trasformare la luce attraverso un’illusione che si palesa in scultura rotante. L’ambientazione in cui si trovano queste sculture colorate è talmente luminescente da portare il fruitore in un’altra dimensione

Le aspettative create da questa sala, purtroppo non vengono mantenute dalle seguenti, che si limitano ad ospitare delle creazioni in modo ordinario.

Le sculture rappresentano  la parte più coinvolgente e straordinaria della mostra, la sensazione è quella di trovarsi dinanzi ad opere d’arte che respirano, che brillano di luce propria, che vivono di energia.

yryrLa più rappresentativa in tal senso è l’opera di MacMurtrie,  è una scultura, che nonostante le sue apparenti dimensioni riesce ad esprimersi con una leggerezza incredibile, tanto che il suo movimento è dato dall’aria che comprimendosi nei tubi crea
delle coreografie che imitano le movenze negli esseri viventi e nei microrganismi. La similitudine tra arte e scienza come interiorità primarie dell’uomo si corona in un’unica grande opera. Una bellissima possibilità, grazie all’allestimento riuscitissimo del contesto di quest opera , è quella di poterla attraversare, sentendola respirare, guardandola muoversi intorno a noi.

Il riscontro che si ha uscendo dalla mostra è il dubbio di non aver visto tutto, poiché a fine percorso  la presenza di opere risulta abbastanza scarna e poco rappresentativa della grandezza del festival di Art Futura e dell’arte multimediale in generale.

Rimane comunque un’esperienza meravigliosa, anche perché la location dell’ex Dogana gode di un atmosfera unica nel suo genere. E’ fantastico vedere come la sua struttura “cruda” di tipo archeologico-industriale venga valorizzata da un’atmosfera totalmente colorata, dinamica, futuristica.

L’arte digitale sarà capace di rappresentare tutto il sognabile, l’utopico(?) sicuramente vedendo questa mostra possiamo farcene un’idea.

Carlotta Saginario

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Marco ha detto:

    Seduto su un comodo divanetto a due posti, sperimento una piacevole esperienza psico-fisica che rende tutto quello che mi circonda strano e più intenso.

    Musica ambient, luci puntiformi ed attenuate, deformate pareti specchiate, alterano la volumetria dell’ambiente in cui sono.
    Rendono indefinito lo spazio, mi proiettano in una bolla d’universo senza tempo in cui si susseguono incessanti e caotici atti di creazione …
    Ipnotiche evanescenze di avvitanti spirali dalle cangianti iridescenze.
    Rassicuranti trasparenze d’ovoidi ruotanti.
    Straniamento di forme per riflessioni deformate in distorte geometrie colorate.

    Questa disorganizzata mescolanza d’energia primigenia …
    Parla, pur senza formula alcuna, di quello che più m’intriga: teorie delle catastrofi e matematica frattale, fenomeni caotici e fisica teorica.
    Al tempo stesso m’allontana dall’imperativo categorico di conoscenza e comprensione che contraddistingue la scienza;
    Infine mi rilassa ed induce esperito godimento, ipnotico galleggiamento, fluttuante immersione in mutevoli sensazioni psichedeliche!

    Cosa sperimento?

    Spinning Cosmos, di Paul Friedlander, che la definisce una macchina spaziale per meditare sul movimento e la dinamica dell’Universo. Questa è l’opera che più mi ha avvinto della mostra “ArtFutura”.

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