Letizia Battaglia: colonna portante della fotografia contemporanea

Di Nicolò Savi

 

Letizia Battaglia nasce a Palermo nel 1935. È una persona poliedrica e versatile che ha combattuto sempre in nome della giustizia e della libertà. I primi anni della sua carriera sono legati al suo incarico come fotoreporter per alcune testate giornalistiche, passerà poi ad occuparsi di editoria ed infine intraprenderà la carriera politica al servizio della città natale.

Letizia opera in anni importanti per la storia italiana, a cavallo fra gli anni 60 e 70, anni difficili ed estremamente delicati in cui atrocità, conflitti e povertà sono all’ordine del giorno. Sono gli anni della paura del nucleare, delle “stragi di stato”, degli omicidi mafiosi, delle grandi lotte per i diritti umani, del pacifismo, dei conflitti ideologici. In altre parole, gli “anni di Piombo”.

Nel 1969 viene assunta come fotoreporter per il giornale palermitano “L’ORA”, incaricata di documentare con immagini gli avvenimenti che colpivano la sua città. I suoi scatti sono quindi legati ai delitti di matrice mafiosa e ai vari volti della criminalità organizzata palermitana. Estremamente riduttivo però limitare il nome di Letizia Battaglia a semplice “fotografa della mafia”, le sue pellicole comprendono anche un grandissimo numero di fotografie cittadine. possiamo quindi trovare foto di scorci, luoghi emblematici di Palermo, persone comuni mentre lavorano o passeggiano ma soprattutto scatti degli occhi e degli sguardi dei suoi soggetti preferiti: Donne e Bambini.

Potremmo tranquillamente definire Letizia Battaglia “La fotografa degli sguardi”. I soggetti nelle sue foto riescono a raccontare la propria condizione e il proprio stato emotivo attraverso gli occhi. Non solo occhi che ogni giorno sono costretti a guadare la morte di altre persone, che sanno perfettamente la situazione di Palermo in quegli anni, ma anche occhi ignari di quello che sta accadendo, gli occhi dei bambini che guardano tutto come un gioco, inconsapevoli allo stesso tempo spaventati e tristi.

In fin dei conti la tristezza ha accompagnato la fotografa per lungo tempo. Costretta a sposarsi in età giovanissima con un uomo non voluto, subirà la violenza psicologica legata alla situazione. Quando all’ età di quaranta anni riesce finalmente a liberarsi di questa oppressione, divorziando, è costretta a lasciare la città di Palermo. Una donna divorziata, per una mentalità chiusa e bigotta, è considerata una persona impura e da emarginare. Fugge a Milano dove vivrà una vita diversa. La fotografia non la abbandonerà mai, la sua attività giornalistica continuò con un nuovo impegno e una nuova forza. Tornerà poi alla sua città natia, spinta da un forte amore e un forte attaccamento alle proprie origini

Oltre all’ambito fotografico Letizia Battaglia si occupò per molto tempo di editoria, inseguendo la sua passione e il suo interesse per la carta stampata. Sono sue alcune delle pubblicazioni che caratterizzeranno il panorama culturale del secondo dopoguerra palermitano tra cui “Fotografia”, una rivista sulle fotografe donne, “Grandevù” legate alla città di Palermo, “Mezzocielo” una rivista “per donne fatta da donne”. La sua produzione più importante tuttavia è quella legata al suo nome, “Edizioni della Battaglia”, che ancora una volta la vede coinvolta nella testimonianza e nella divulgazione degli orrori della mafia e della situazione sociale di Palermo.

A conferma del suo grande amore per la città, la sua carriera vanta anche un’ attività politica di tutto rispetto. Eletta deputato all’ assemblea regionale siciliana si mette al servizio dei cittadini anche grazie al grande numero dei suoi scatti e delle sue pubblicazioni. Verrà poi rieletta una seconda volta.

Non è un caso che una figura così complessa e così socialmente impegnata oggi venga considerata un caposaldo della fotografia contemporanea. I suoi scatti, in un caratteristico bianco e nero, rimangono nell’immaginario collettivo di ognuno di noi. L’importanza del suo lavoro oggi è riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Non è stata solo in grado di testimoniare con precisione la situazione palermitana negli anni di piombo, ma inconsapevolmente è come se avesse creato un archivio storico visivo su un periodo storico di cui spesso le informazioni vengono taciute. Attraverso le sue fotografie sentiamo tutta la crudeltà e la drammaticità del momento, ma allo stesso tempo ricostruiamo quel sentire comune, quella trama nera di terrore che nessun libro di storia è in grado di rendere.

Letizia Battaglia è un vanto italiano, le sue opere sono esposte in Francia, Gran Bretagna, Stati uniti, Svizzera e in altre realtà contemporanee. A Roma il Maxxi ha creato una monografia su di lei, esponendo oltre che le sue più celebri fotografie anche scatti inediti e alcune testimonianze sul suo lavoro in studio. Una sorta di omaggio ad un lavoro etico, sociale e politico senza eguali.

 

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