UN RINASCIMENTO MAI VISTO

Di Gaia Mancini.

Il 13 aprile è stata inaugurata una mostra, a cura di Vittorio Sgarbi, sul Rinascimento nelle città marchigiane di Pesaro, Fano e Urbino. Fino al 3 settembre 2017 saranno esposte oltre ottanta opere tra Palazzo Mosca, Palazzo Ducale e Palazzo Malatestiano delle rispettive località.

Un salto nel passato per riscoprire o scoprire la “bella pittura” italiana di un periodo storico di grande fioritura culturale e scientifica come, appunto, non si era mai vista. “Rinascimento segreto”, questo il curioso titolo scelto, ha un significato ben preciso: è una mostra che espone autori meno noti, ma non di minor pregio, del Quattrocento e metà Cinquecento italiano ma soprattutto opere di proprietà di collezionisti, fondazioni e istituzioni private che quindi di norma non sono visibili al pubblico. Le opere sono dislocate nelle tre sedi con un ordine preciso come spiega Sgarbi : “Tutte le scuole del Rinascimento italiano sono raccolte nella mostra di Urbino, il settore veneziano è ospitato a Pesaro, connesso alla grande Pala del Bellini. Nella sezione di Fano, con riferimento alla grande tradizione romana, si mostrano le sculture, che raccontano meglio il collegamento con l’arte plastica del mondo antico, insieme a ceramiche ed oreficeria.”

Lontano dai classici del Rinascimento Italiano come Leonardo, Raffaello o Michelangelo, l’intervallo storico scelto mostra quanto, nel giro di pochi decenni, la pittura sia cambiata: gli artisti man mano si lasciano alle spalle i retaggi di uno stile gotico bizantino, privo di prospettiva e proporzioni, per portare avanti un’arte non più solo di ricerca del divino ma soprattutto di ricerca dell’uomo come materia (e non spirito) e dei suoi spazi . Per la prima volta dietro una natività o una Madonna in trono scorgiamo borghi e paesaggi italiani, a volte torri e castelli che ancora oggi resistono allo scorrere del tempo. La quantità e la qualità di pittori meno noti portati alla luce in questa mostra, ci dimostra come il Rinascimento non sia stato solo un nuovo modo di fare arte ad appannaggio di pochi ma, al contrario, un sentire, una visione del mondo rivoluzionaria che si estese in tutta la penisola italiana; dalla Lombardia alla Sicilia, nessuna regione esclusa, i secoli del Quattrocento e Cinquecento furono un proliferare di pittori, scultori e architetti molti dei quali, ancora oggi come ci dimostra Rinascimento Segreto, non si conoscono.

A Palazzo Mosca, sede dei musei civici di Pesaro, sono collocate opere legate principalmente alla pittura veneta, per omaggiare forse la meravigliosa Pala Pesaro di Giovanni Bellini. Queste seguono un ordine espositivo cronologico che permette di cogliere le differenze stilistiche tra un quadro e l’altro come per esempio tra Giovanni Antonio da Pesaro (1415-1477) e Marco Bello (1470-1523), tanto vicini nel tempo quanto lontani nel modo di dipingere. Quando nel primo la raffigurazione della Madonna con il bambino accompagnata da santi è ancora su sfondo oro, sviluppata in longitudine e con prospettive non reali ma legate a una gerarchia sociale e divina dei personaggi, nel secondo la stessa raffigurazione, salvo i santi, è collocata in un contesto, reale, architettonico, i coloriti della carne sono naturali, i volumi definiti da un chiaroscuro morbido e dalle pieghe delle vesti. Probabilmente più conosciuto tra i pittori esposti è Dosso Dossi (1490-1542), con “Venere e Amorini” si distacca totalmente dalla pittura di stampo religioso dei suoi contemporanei per sposare temi mitologici e pagani che celebrano quella riscoperta del mondo antico greco e latino avvenuta proprio in quegli anni in seguito a scavi e ritrovamenti archeologici.

Se l’obiettivo era quello di svelare una parte di Rinascimento tenuto finora segreto, l’esporre le opere di una stessa mostra in tre città diverse, seppur non molto distanti, non permette al visitatore uno “svelamento” completo. Inoltre, per quanto riguarda Palazzo Mosca, la scelta curatoriale di esporre le opere della mostra temporanea negli stessi luoghi della collezione permanente, crea un certo spaesamento, sebbene siano contrassegnate da allestimenti differenti. Per tirare le somme, anche se la dislocazione della mostra non giova al perseguimento del suo scopo, le opere e gli artisti scelti meritavano senza dubbio di essere svelati.

Palazzo Ducale, Sede del Castellare Urbino; Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, Sala Morganti,  Fano; Musei Civici, Palazzo Mosca Pesaro.

Dal 13/04/2017 al 3/09/2017

A cura di Vittorio Sgarbi

Mostra promossa da Comune di Urbino, Comune di Pesaro e Comune di Fano, con il patrocinio e contributo della Regione Marche, dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Pesaro e Urbino e dell’Anci Marche. Produzione affidata a Sistema Museo.

 

 

Bibliografia:

http://www.pesaromusei.it/dettaglio_mostra.asp?id=520

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