WIENER AKTIONISMUS: ARTE APOTEOSI DELLA MORTE

L’azionismo viennese è un movimento che si sviluppa in Austria negli anni ’60, non dissimile dagli happening e le performance, ma con una componente sadomasochista, autolesionista ed erotica.

Hermann Nitsch è considerato il massimo esponente di questo movimento artistico al limite della moralità umana; nelle sue performance, dal titolo “Teatro delle Orge e dei Misteri”, a cui prendevano parte gruppi di persone, si mirava a una regressione dell’individuo allo stato primordiale, esaltando il rito tribale della morte. Durante i riti, i performer utilizzavano le interiora e il sangue di animali morti, spargendoli ovunque; per questo si riscontra una ricorrenza del monocromatismo rosso, colore che rimanda alla carne, al sangue, alla passione erotica, alla vita e alla morte. Questi spettacoli sono compiuti da volontari, performer, in camice bianche, che decidevano spontaneamente di prendere parte al “Teatro delle Orge e dei Misteri”.

Per Nitsch questo voleva significare un riavvicinamento tra il mondo umano e quello animale: la figura dell’artista è quella di un mistico, di uno spirituale che ha la capacità di liberare gli impulsi più profondi dell’animo umano, di eliminare le inibizioni sociali. Lo scopo è senza alcun dubbio anche provocare una reazione nel pubblico, scatenare sdegno in chi guarda e assiste a queste sanguinose performance. Si vuole dimostrare fin dove può spingersi la violenza e l’istinto omicida.

Chi rovista nelle interiora degli animali, fa propri i loro organi, il loro sangue, liberando il potenziale assassino che potrebbe celarsi in qualsiasi essere umano o animale; viene annullata la razionalità, liberato l’istinto, primordiale e incontrollabile, e tutte le pulsioni che emergono, vengono a galla in modo spontaneo, mostrandoci la vera natura dell’uomo, smascherando i desideri più remoti della mente.

Un’altro degli artisti più discussi di questo movimento è senza dubbio Scwarzkogler. Le sue azioni hanno sempre un carattere molto violento, da esse si evince l’inscindibile rapporto dell’arte con la vita, che per forza di cose implica la morte. Fa del corpo il materiale stesso dell’arte, infliggendo a se stesso atti di dolore molto forti.

Arriva alla simulazione di un processo di castrazione; spesso fa uso di attrezzi chirurgici, garze bianche ecc. Il colore bianco è spesso utilizzato dagli azionisti viennesi, poiché contrasta con il rosso del sangue. L’uso dei colori lancia anche un messaggio politico: il bianco ricorda il vuoto in cui l’essere umano è caduto, o meglio, il dolore e la repressione che I’essere umano si infligge.

Le sue azioni non sono altro che lo specchio di quello che l’uomo è riuscito a fare a se stesso: non dobbiamo tralasciare il contesto storico in cui queste azioni si verificano; poco dopo il nazismo, l’uomo arrivò a capire cosa era in grado di fare ai suoi simili. La sua arte degenera tragicamente il 20 giugno del 1969, l’artista muore suicida dopo un volo dalla finestra, la sua ultima, forte, e sicuramente molto simbolica performance.

Giulia Donatelli

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...