Van Gogh experience

“Vang Gogh experience”, e’ una mostra interamente multimediale che si sta svolgendo a Roma  in questo periodo, ospitata a Palazzo Degli Esami, nella zona di Viale Trastevere.

All’interno dell’esposizione non troverete le opere originali di Van Gogh su tele, ma  delle ricostruzioni e delle proiezioni della maggior parte dei quadri e dei disegni dell’artista, alcuni dei quali rivisitati in modo tale da “prendere vita” ed evolversi nel tempo.

Questa geniale intuizione del curatore permette di vedere il “proseguimento” delle opere: i paesaggi che l’artista dipingeva, non rimangono statici come nel quadro, ma si muovono proprio come si muoverebbero nella vita reale. Ho trovato questa scelta estremamente interessante e coinvolgente, sarebbe bello vederla applicata anche in qualche altro contesto museale.

Tralasciando questa breve riflessione, entriamo nel vivo del percorso. Una volta superati i tornelli, ci si trova subito in un’ampia sala con dei pannelli su cui è scritta la vita e i pensieri dell’artista, nei vari periodi della sua vita. Sul lato opposto è possibile vedere le opere, stampate su pannelli di plastica, contornate da una breve spiegazione. Ad equilibrare il tutto, una ricostruzione fisica tridimensionale della “stanza vuota” forse l’opera più caratteristica e più significativa della “pazzia” di Van Gogh.

Dopo questa prima sala, un piccolo corridoio con una breve proiezione, ci porta in un altro spazio, più grande del primo, in cui vengono proiettate, su tutte le pareti, un gran numero di opere dell’artista. La riproduzione segue l’ordine cronologico per permettere allo spettatore di comprendere e soprattutto vedere l’evoluzione che l’artista compie col trascorrere degli anni. A contorno, una proiezione delle più famose frasi dell’artista.

A chiusura del percorso un’altra sala molto simile, forse troppo, alla precedente, con la stessa proiezione, ma con l’aggiunta di morbidi “puff” su cui sedersi o sdraiarsi.

Nonostante trovi molto valido questo nuovo tipo di museologia, estremamente contemporaneo, in cui il multimediale da supporto diventa il mezzo principale della fruizione delle opere, la mostra risente negativamente delle scelte del curatore, a mio modesto parere, sbagliate.

La proiezione lenta e spesso ripetitiva, affatica mente e corpo dello spettatore, che viene distratto, mettendo in difficoltà le sue capacità percettive.  A lungo andare infatti si distoglie lo sguardo da quello che si sta vedendo, cercando con gli occhi qualcosa su cui poggiarsi per stare più comodi, o qualcosa di diverso dal video.

Lo spettatore dopo aver finito di vedere la proiezione è libero di andare nella sala successiva, dove gli verrà riproposta la proiezione appena vista, semplicemente allestita in modo differente. Questa scelta non è molto chiara e rischia di innervosire e deludere lo spettatore che invece si aspettava un evoluzione del percorso, magari in qualcosa di interattivo.

Uno dei fattori determinanti di un evento artistico è l’allestimento. Un percorso ben allestito coinvolge da subito lo spettatore,, accompagna l’occhio per tutto il tempo necessario e permette una fruizione massima dell’opera. L’allestimento di “Van Gogh experience” è molto banale. Dei teli bianchi su un supporto di legno o di cartongesso. Non è molto creativo e rischia di contribuire ad annoiare e distrarre il pubblico.

Trovo invece interessante l’allestimento della seconda sala: delle armature in legno su cui è fissato un telo, dove verrà proiettata l’immagine, il tutto sovrapposto allo scheletro metallico della struttura. Questo contatto tra lo scuro del ferro e la lucentezza del telo rende l’ambiente interessante e visivamente coinvolgente.

A chiusura credo che l’idea di usare un supporto multimediale per la fruizione delle opere sia molto innovativo; può essere usato come metodo creativo per quanto riguarda l’esposizione, a differenza di un metodo piu’ classico. Tuttavia bisognerebbe usarlo in un modo migliore di quanto non sia stato fatto finora nelle cosiddette “experience”.

Nicolò Savi

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Marco ha detto:

    Condivido l’importanza dei nuovi allestimenti, dell’uso del video mapping, dell’esperienza sensoriale (personalmente carezzerei ogni scultura in cui m’imbatto se fosse possibile), peccato la banalità identificata. L’experience in questione la devo ancora fare ma dall’immagine a fianco pregusto l’immersione in Notte Stellata, un quadro dipinto a memoria da Van Gogh, non potendo l’artista stare all’aperto perché rinchiuso in manicomio. Un quadro da me amato che ricollego ad una lunga sequenza di eventi che si è dipanata nella mia vita, per questo un supporto alla mia memoria, che riverbera nel ricordo che l’artista ha della Luna alla Luna, che nella sua mente agitata diviene come un Sole della notte che muove tutto il cielo rendendolo vorticoso e affascinante.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...