Il Situazionismo

Il Situazionismo nasce in Italia a Cosio de Arroia nel 1957, grazie  alla particolare amicizia tra il filosofo francese Guy Debord, il principale teorico, e poeti e artisti tra i quali il gruppo Cobra e Giuseppe Pinot Gallizio.

Il Situazionismo è una corrente di pensiero che unisce quattro differenti realtà: Lettrismo, Gruppo Cobra, Movimento per una Bauhaus Immaginista e il Comitato Psico Geografico di Londra. Le personalità fulcro di questo movimento sono state allora Asger Jorn, Guy Debord (autore di uno dei testi più importanti della contestazione giovanile “La Società dello Spettacolo”).

L’Internazionale Situazionista  (questo è il nome definitivo del movimento o gruppo)  ha un carattere e un programma non solo artistico ma politico. Proprio quest’ultimo carttere fu la causa del volontario allontanamento di Debord dal Lettrismo, al quale inizialmente aderì verso il 1950. Debord si rese presto conto che le idee di riappropriarsi di un‘arte il cui obiettivo ultimo era la felicità di ciascun individuo e la riqualificazione della vita attraverso l’arte, non potevano che affrontare un contesto politico. La meta principale era infatti avere a disposizione il proprio tempo libero, e questo non poteva che scontrarsi con una società mercificata.

Come articolare tale riqualificazione? Il mezzo era incentrato nello sconfinamento concreto nella vita e nello studio dell’ambiente come spazio di creazione di “situazioni sociali e psicologicamente definite e percepite”, o anche come momenti di vita concretamente e deliberatamente costruiti mediante l’organizzazione collettiva di un ambiente unitario e di un gioco di eventi. Le situazioni che si volevano intendere erano progettate concependo nuovi spazi sociali: l’Urbanismo Unitario. Ovvero un nuovo ambiente  attivo dove la creatività ed una nuovo modo di vivere lo spazio urbano potevano finalmente realizzarsi, in contrasto con la passività imposta all’uomo comune, o proletario,  dalla società capitalista.

In sostanza un progetto politico dove le persone comuni erano stimolate a partecipare e a costruire una loro creatività sociale, dando una grande importanza vitale  alla propria autoaffermazione e al proprio tempo libero.

I situazionisti si propongono dunque di rivalutare la vita comune attraverso situazioni creative, ovvero giochi che presto diventeranno happening, azioni, raccogliendo l’esperienza creativa dei precedenti gruppi e cercando di costruire intorno a questi eventi degli interventi urbani e indirizzati all’abitare. Il movimento avrà una grande importanza politica, e sarà uno degli attori più importanti nel maggio francese del ’68. Tuttavia subirà molteplici fraintendimenti, proprio a causa della sua apertura e liberalità.

Tutti potevano far parte del movimento senza nessuna distinzione, e tutti potevano dichiararsi artisti per il solo fatto di partecipare alla progettualità collettiva e dunque dire la propria e stravolgere gli intenti iniziali. Così la tendenza politica finì per prevaricare del tutto quella artistica e di conseguenza il movimento finì per auto scioglimento nel 1972.

L’attività creativa di Debord oltre agli scritti e l’archivio, che alla morte sono stati acquisiti dalla Biblioteca Nazionale francese, ha prodotto in particolare progetti di azioni e di eventi e soprattutto film. Dopo Hurlement en faveur du De Sade, realizzato durante la sua partecipazione al Lettrismo, di particolare rilevanza sono  Sur le passage de quelque persone à travers une assez courte unité de temps del 1959, La societé du spectacle del 1973 e Réfutation de tous les jugements, tant élogieux qu’hostiles, qui ont été jusqu’ici portés sur le film « La Société du spectacle », 1975

Una delle più importanti prese di posizione del Situazionismo è stata la riflessione sul diritto d’autore: su ogni opera situazionista (libro, video, volantino ecc.) era specificato che questa poteva essere fotocopiata in pezzi o intera, modificata o distribuita, sempre a patto che ciò non venisse fatto a scopo commerciale. Guy Debord ne fu il teorico, e questa importante posizione di carattere rivoluzionario segnò profondamente tutte la Neo-avanguardie degli anni ‘60-‘70.

Tutt’ora ciò si riflette nella comunicazione digitale, o meglio al contrario quest’ultima potrebbe essere stata senz’altro incentivata e forgiata dalle idee situazioniste.

Ada Lombardi

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